Artemisia Gentileschi, Camille Claudel, Frida Kahlo. Tre artiste, tre epoche, tre vite segnate dal dolore, dalla ribellione e da una straordinaria forza creativa.

A riunirle, qui e ora, è una sartoria fuori dal tempo: un luogo sospeso, dove le trame delle loro esistenze si intrecciano tra confessioni, scontri, ironia e poesia.

A governare questo spazio è una quarta donna, apparentemente comune e fedele alle convenzioni. È Klara Pölzl, la madre di Adolf Hitler. La rivelazione della sua identità farà emergere il filo oscuro che unisce queste quattro esistenze.

Un viaggio teatrale intenso e sorprendente attraverso arte, dolore, libertà e riscatto, che pone una domanda ancora urgente: quale destino attende le donne che osano essere se stesse?

Una madre e una figlia.
Una quotidianità fatta di corse, discussioni, affetto e un gatto che tiene insieme tutto. Una vita normale, con tutte le sue complicazioni.

Poi arriva il tumore. E nulla resta uguale.

NOI2 è una commedia ironica ed empatica che racconta cosa accade quando la malattia invade il quotidiano e costringe a rivedere ruoli, priorità e fragilità. Senza retorica e senza pietismo, lo spettacolo mette al centro una relazione autentica, mostrando come l’amore possa trasformarsi senza spezzarsi.

Si ride, si riconosce la propria storia, si attraversano paure e cambiamenti. Perché anche nei momenti più difficili, resistere insieme è già una forma di cura.

Andrea e Andrea , una coppia che ha lo stesso nome ma non lo stesso rapporto con la vita. Una commedia divertente che affronta gli stereotipi dei nostri tempi. Tra meditazioni, massaggi di coppia, lezioni di tango e un rubinetto che continua a perdere, i nostri eroi affrontano la prova più dura: la Terapia di Coppia che li porterà verso un finale del tutto imprevisto

Lentamente ci uccidono è uno spettacolo teatrale che affronta il tema del femminicidio attraverso quattro storie di cronaca che non hanno occupato a lungo le prime pagine, o che il tempo ha finito per cancellare. Vicende che non sono state ascoltate abbastanza, ma che raccontano con forza una realtà diffusa e trasversale.

Le vittime e i loro assassini sono diversi per età, provenienza sociale e culturale. Non esiste un unico profilo, non esiste un solo contesto. Per ogni storia viene immaginato un prima e raccontato un dopo, per restituire dignità, voce e umanità a chi è stata ridotta a un nome in un trafiletto di giornale.

Lentamente ci uccidono non è uno spettacolo contro gli uomini, ma contro una cultura del possesso, contro un’idea malata dell’amore che confonde il sentimento con il controllo e l’annientamento dell’altro. È un’opera che nasce per il confronto: stimola, smuove, interroga. Per questo, al termine della rappresentazione, è previsto un momento di dialogo con il pubblico.

Nel 2024, l’autrice Ketty Capra ha sentito il bisogno di ampliare il racconto affrontando anche il tema degli stupri di gruppo e della violenza esercitata dal branco. È nata così Lentamente ci uccidono 2.0, una nuova versione che si avvale anche della presenza di due ballerine professioniste.

Nel 2026, lo spettacolo celebra dieci anni dal suo debutto: un percorso lungo e necessario che testimonia quanto il tema sia ancora dolorosamente attuale.

Il progetto è sostenuto da un team di giornalisti, scrittori, avvocati e psicologi che, compatibilmente con i loro impegni, hanno scelto di accompagnarci in questo percorso.

Lentamente ci uccidono ha ricevuto il patrocinio della Regione Lombardia e il contributo oneroso dei Municipi 4 e 7. Dal 2016 a oggi è stato rappresentato in numerose scuole del territorio lombardo, continuando a generare ascolto, consapevolezza e confronto.

Scritto, diretto e interpretato da Ketty Capra con Manila Barbati e Christian Kley

Com’è profondo il mare è la storia di una donna attraversata dalla guerra, una guerra che potrebbe essere ovunque e in qualsiasi tempo.

La stessa vita prende voce in due età diverse: una ferita nel pieno della violenza, l’altra sospesa nel silenzio della memoria.

Accanto a lei, un figlio nato dal trauma cerca una verità che non gli è mai stata consegnata.

È un racconto di identità spezzate e legami invisibili, dove il passato non passa mai davvero.

Come il mare, la guerra è profonda: nasconde, restituisce, e continua a muoversi dentro di noi.

Una Circe diversa, insolita, la sua vita raccontata come fosse un romanzo, più donna che maga, come recita il titolo. Vi sveleremo chi c’è dietro il mito e gli sviluppi di una grande storia d’amore, che non è quella vissuta con Ulisse. A nessuno piacevano i suoi capelli ricci, a nessuno piaceva la sua voce umana, a nessuno piacevano i suoi occhi gialli, che non erano d’oro come quelli di suo padre Elio, il Dio del sole, no i suoi erano semplicemente gialli e non incenerivano nessuno ….

Una commedia dove gli autori e gli attori si mettono nelle mani del
pubblico che li guiderà verso il finale desiderato, come in un videogame.
Sarà il pubblico a mettersi in gioco e a sperimentare…

Delitti e psicofarmaci è una commedia brillante e paradossale sul confine, meno netto di quanto sembri, tra normalità e follia.

Nella casa di cura Il Lago sono ricoverati tre fisici: Einstein, Guglielmo Chiarelli e Newton. A occuparsi di loro sono la dottoressa Zorzi, proprietaria della clinica, e la capoinfermiera Martina Bolle. Quando alcuni eventi tragici sconvolgono la quiete della struttura, arriva anche il commissario Vossi, convinto di poter fare ordine con il buon senso e la logica.

Ma in questa casa di cura ogni certezza può ribaltarsi. Chi stabilisce cosa sia normale? E chi, invece, può essere definito folle? Tra situazioni imprevedibili e personaggi fuori dagli schemi, Delitti e psicofarmaci diverte e sorprende, lasciando allo spettatore il compito di scegliere da che parte stare.

“Sono nata badante e morirò non badata” è un monologo brillante, ironico e sorprendentemente attuale. La protagonista ha trascorso la vita a prendersi cura degli altri, finché decide di cambiare copione: lascia il marito e sceglie finalmente di mettere se stessa al centro della scena.

Nella sua nuova quotidianità le fanno compagnia Alex e Gualtiero, due intelligenze artificiali che sul palco prendono vita attraverso un chitarrista e un clarinettista, complici di un dialogo vivace e imprevedibile.

Tra battute fulminanti e continui ribaltamenti di prospettiva, lo spettacolo smonta il mito del “prendersi cura” come dovere inevitabile, facendo ridere e riflettere. Perché forse la vera domanda non è chi si prenderà cura di noi, ma se siamo pronti a smettere di badare a tutti.

Occupare un Teatro durante la pandemia per viverci è sembrato naturale a delle attrici che non avevano più soldi per pagare un affitto ma la convivenza con quattro Primedonne non è facile…Ne sanno qualcosa il povero Tommy che cerca di aiutarle e la produttrice Pamela Gay, che ha in mente di giocare loro un bello scherzetto.

Una commedia frizzante ed intrigante che racconta le difficoltà di sopravvivenza degli attori teatrali in un mondo che non sa tutelare la loro arte.

Un viaggio nella storia del teatro che prende vita sul palcoscenico.

“Un format ideato scritto e diretto da Ketty Capra”, ogni appuntamento attraversa un’epoca diversa con racconti, scene recitate, musica e cambi di personaggio.

Anche gli spettatori entrano in scena e diventano parte dello spettacolo.

Il teatro non lo raccontiamo. Lo viviamo

Il percorso ha debuttato con il teatro greco e prosegue con altri sette appuntamenti